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Poesia

Attimi illuminati

I giorni passano uno in fila all’altro
Mio malgrado troppo spesso
Ho chiesto all’orologio della vita di correre veloce

Settimane, mesi, stagioni scorrono via
Mi trascino a fatica verso il futuro

Poi come per magia
Un giorno di sole il tempo rallenta

Momenti puri
di una gioia grandissima, incontenibile
Lasciano senza fiato
A chiedermi come posso non aver notato
Tutta quella bellezza che c’era sempre stata

Attimi illuminati
In cui le fatiche passate si dissolvono
Tutto sembra acquistare un senso

La luce che ti illumina per mostrarti
Nella tua interezza
Vivace tenerezza
non sembra reale
ma un onirica illusione

La luce del pomeriggio estivo
sul tuo viso di bambina
L’acqua sulla tua pelle
colpita dai raggi del sole
Mi lasciano senza fiato

Figlia mia, tu sorridi al mondo
La tua pura felicità è infinita bellezza
Le tue risate rompono il tempo e lo spazio
Annullano in un istante
Tutti i momenti in cui ho faticato

Mi fanno viaggiare attraverso la mia vita
Per arrivare fino a questo scatto

Lo fisso con gli occhi
Lo vivo facendolo risuonare nel mio cuore
Perché quel pazzo orologio
Presto ritornerà a correre

Insegnami il tuo sorriso
Regalami un po’ di quella tua luce
Prima che il mondo ti faccia perdere
Quello sguardo da bambina

Insegnami a vivere intensamente
incurante di ciò che sta intorno
Il passato, il futuro non ci riguardano

Viviamo pienamente questi attimi illuminati

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amicizia, cinese

La mia insegnante di cinese: un incontro fortunato

Anche un insegnante di cinese per tenersi aggiornata e sempre sul pezzo deve continuare a studiare!

E così quest’anno ho iniziato le mie lezioni su skype organizzate da 北京语言大学 (Beijing Language and Culture University) ed ho conosciuto la mia insegnante 路婉珍 Ellie Lu che vive a Xi An.

Essere stata abbinata a lei è stata una vera fortuna perché oltre a essere un’ottima insegnante, abbiamo molti punti in comune e parlare con lei è stato fin da subito come parlare con un’amica.

Entrambe siamo insegnanti di lingua cinese e inglese, entrambe siamo madri di una bimba di 2 anni e qualche mese, entrambe siamo curiose di sapere come funzionano le cose dall’altra parte del mondo.

Grazie a queste lezioni le nostre vite si sono incrociate ed è iniziata anche un’amicizia che ogni settimana mi porta a conoscere la Cina di oggi dall’interno con un’inviata speciale. Così partendo da una situazione comune di madri lavoratrici part-time, lezione dopo lezione abbiamo esplorato vari ambiti quotidiani e le differenze tra Cina e Italia.

Spesso abbiamo riso insieme e ci siamo trovate a stringerci una mano attraverso lo schermo, perché davvero tutto il mondo è paese e le difficoltà di una mamma lavoratrice, la gestione domestica, la fatica a fare tutto, sono temi sentiti in tutto il mondo.

Ma non ci siamo fermate al nostro piccolo universo di madri, abbiamo continuato a esplorare con grande sete di curiosità tutto ciò che sta attorno a noi.

Lo studio della lingua va sempre insieme alla conoscenza della cultura, della società, della vita di un Paese e poter essere ogni settimana in Cina in due giorni diversi senza muovermi da casa è fantastico!

Durante le lezioni parliamo anche del mio lavoro qui in Italia come mediatrice linguistica con le famiglie cinesi insieme ai servizi sociali, ma anche dei cambiamenti che stanno avvenendo nella società cinese e del ruolo della donna, di cosa vuol dire essere madre in Cina e quali sono le possibili soluzioni di asili nido, scuole materne, scuole primarie.

Ho sempre detto che le lingue fanno incontrare e conoscere mondi diversi, cosa ci poteva essere di meglio delle lezioni di cinese tra due insegnanti per far incontrare belle persone?

Business, cinese

L’arte dell’accoglienza nei rapporti di affari

feedback-2990424_19202018: il mondo è davanti a noi, basta una connessione a internet. Gli strumenti per dialogare non mancano. Siamo sempre interconnessi, ogni giorno di più si comunica senza entrare in contatto diretto con l’altro ma si preferiscono sistemi di comunicazione più comodi e rapidi quali email, messaggistica istantanea, videochiamate e telefonate.

I vantaggi di trovarsi nello stesso luogo

Tuttavia l’importanza che riveste il contatto umano è fondamentale, soprattutto in certe occasioni quali il primo incontro con un potenziale cliente.

La necessità di recarsi in visita in un altro Paese per visionare i prodotti di un potenziale fornitore fornisce il pretesto per una conoscenza diretta dell’azienda e di chi la rappresenta.

La presenza di due persone nello stesso luogo non è solo vicinanza fisica tra le parti, ma è anche presenza in contemporanea nello stesso ambiente e agli stessi stimoli.
Questo oltre alla possibilità di discutere dei prodotti che interessano, dà occasione di commentare del tempo, notare gli alberi in fiore e scoprire il bel paesaggio di luoghi prima sconosciuti, interrogarsi e informarsi sulle differenze con il proprio Paese, incuriosirsi delle caratteristiche della città di arrivo e scherzare sulle situazioni che si creano durante la visita.

L’incontro diretto fornisce un’esperienza di conoscenza reciproca più profonda e memorabile.

La visita alla controparte ha l’enorme potenzialità di instaurare un rapporto più efficace tra le due parti, ancora di più se questo è il primo incontro con potenziali clienti. La prima impressione è quella che conta!

E se non parliamo la stessa lingua?

In molti casi le parti riescono a comunicare bene in inglese, e l’efficacia dell’incontro non ne risente. Ma qualora non avessimo la certezza del livello di inglese dell’altra parte, cosa facciamo?
Ce la rischiamo e al limite ce la caviamo a gesti, tanto la gestualità italiana fa simpatia?
Oppure meglio avvalersi di un interprete?

Accogliere l’altro parlando la sua lingua: un investimento nell’immagine dell’ azienda.

Giovedì scorso ho lavorato come interprete cinese<>italiano per fare da tramite tra il titolare di un’azienda biellese specializzata nella produzione di macchinari per l’industria tessile e alcuni manager cinesi insieme al proprio titolare d’azienda.
Nel corso della visita ho accompagnato il gruppo in visita a una nota fabbrica tessile con sede storica a Borgosesia per vedere in funzione i macchinari prodotti dall’azienda meccanotessile biellese e poi nella sede dell’azienda.
Il titolare italiano ha fatto una scelta molto strategica avvalendosi di un interprete, perché oltre l’indubbio servizio di veicolare le informazioni nella lingua del cliente, il servizio svolto dall’interprete provvede a realizzare altri aspetti di immenso valore:

  • Il cliente ha ricevuto un’accoglienza preparata appositamente per lui che gli ha permesso di sentirsi a proprio agio. Poter parlare nella propria lingua ed essere compresi senza sforzo è sicuramente un bellissimo servizio da regalare a un potenziale cliente.
  • Poter comunicare senza ostacoli permette alle parti di avere uno scambio di opinioni più efficace, più fluido e più soddisfacente. Dà la possibilità di scherzare, chiacchierare di argomenti collaterali al lavoro, commentare su ciò che si vede lungo il tragitto in auto, creando un’atmosfera piacevole e rilassata.
  • Un’esperienza di visita piacevole e interessante, di poche ore o più giornate, saprà distinguersi dalle altre e una volta rientrato nel suo Paese, il potenziale cliente avrà un motivo in più per ricordarsi della vostra azienda.

L’interprete non è solo un ausilio alla traduzione, ma conosce le abitudini e simboli diversi dei due Paesi, pertanto può fornire consigli e strumenti per favorire un incontro tra le due parti privo di malintesi e malumori, utile e arricchente per entrambe le parti.

Identità femminile, maternità, Poesia

Primavera interiore

Diventare mamma ha enfatizzato ancora di più la mia ambizione alla perfezione e il mio senso di responsabilità. Anche quando faccio tutto a regola d’arte la me interiore trova sempre qualcosa da criticare.

Con questi presupposti, l’emozione grandissima di essere mamma mi ha trascinato in un pericoloso ragionamento…

Se voglio essere una brava mamma allora devo dedicarmici al 100%.

Voglio leggere e fare miei tutti i libri sull’approccio dolce, la comunicazione efficace, i benefici dell’allattamento, l’autosvezzamento, il babywearing, il co-sleeping, bed-sharing, comunicazione delle emozioni, trasformare casa in un asilo montessori, non arrabbiarmi mai e portare solo pace e gioia negli occhi e nel cuore del mio tesoro di bambina.

Solo così mi sentirò di non aver fallito in qualcosa. Solo così potrò sentirmi immune dai sensi di colpa se qualcosa dovesse andare storto.

Avrò dato tutta me stessa e non potrò rimpiangere nulla.

Così mi dicevo e sono riuscita a resistere per un anno e mezzo mettendo le mie priorità, le mie passioni, i miei spazi sempre in secondo piano.
La bimba era piccola e aveva bisogno di me. Il resto poteva e doveva aspettare.
Poi la me di prima a iniziato a bussare.

” Dove sei? Perché non hai più tempo per me? 
” Ora non posso. C’è mia figlia prima. A lei devo dare il 100%.”

Le giornate erano lunghe, faticose e anche i momenti che dovevano essere di gioia iniziavano a pesarmi. Avevo deciso che quello era il modo migliore per essere madre.

Poi ho iniziato a diventare insofferente, non potevo stare bene con mia figlia se continuavo a rinunciare a me stessa.
Il 100% di me che davo a mia figlia si era ormai trasformato in un 60%. Ero incapace di recuperare le energie e le forze.

Accettare questo è stata come un’enorme sconfitta. Ma non c’era altro modo per stare meglio, dovevo chiedere aiuto e separarmi da Margherita per qualche ora con l’aiuto dei nonni.

Così pian piano ho messo da parte i miei sensi di colpa e ho cominciato a respirare, a riprendermi i miei spazi. E dopo alcuni mesi ho riscoperto che le passioni di un tempo non erano morte, e anzi che ora riuscivo a goderne con un entusiasmo tutto nuovo.

Da mesi mi portavo dentro questo desiderio di rinascita, ma si trattava di un sentimento complicato, un misto di paura del nuovo e fastidio per il vecchio. L’ebbrezza di scivolare giù da uno scivolo altissimo e provare quella sensazione di libertà ed euforia. Mi immaginavo salire una ripidissima scala a pioli e sporgermi da lassù. Ero là, a un passo dal buttarmi ma ancora non ero pronta. Ci pensavo, ci soffrivo e non ne venivo a capo.

Vorrei poter essere mamma premurosa ma anche traduttrice e insegnante soddisfatta del suo lavoro. Vorrei partecipare a conferenze, incontri, perfezionarmi nel mio lavoro ma poi quando mia figlia torna a casa mollo tutto e sento che il mio posto è con lei perché i suoi anni di bimba piccola passano in fretta e non voglio perderli.

Ma vorrei anche non perdermi le mie passioni, le competenze, le opportunità che incontro lungo il mio cammino. Vorrei avere tempo di fare bene tutto ma non per farlo mi sembra di sacrificare sempre qualcosa.

Credo sia una battaglia di molti.

Siamo più anime nella stessa persona, ma a volte sembra che il mondo ci voglia a compartimenti stagni.

E ora non dico di aver trovato la soluzione, il giusto modo per far quadrare tutto, ma ho deciso di provarci perché non voglio più fermarmi per paura di fallire.

Adesso quando vuole che io dorma accanto a lei mi porto il mio libro in cinese da leggere, tra le storie che scelgo di leggerle ci sono quelle che sto traducendo e alcune selezionate appositamente in biblioteca perché parlano di Cina.
Sono felice di poter condividere con lei le mie passioni e che lei veda che mentre lei è a giocare con i nonni la mamma sta lavorando ed è felice di quello che fa.

Ieri sera pensavo a quanto la primavera ci emoziona con il suo cambiamento, e questa mattina leggo un articolo pieno di coraggio come quello di Chiara Magnani “Dove ho trovato il coraggio di cambiare”. E allora capisco che sono in molti a provare quella sensazione.

Vorrei che potessimo donare al mondo il meglio di noi stessi.
Il vecchio che non ci appartiene più, lasciamolo andare. 
Faremo spazio alle cose belle che devono arrivare.

Come alberi fioriti

La primavera è speranza, è attesa.

Ci fa credere che se la natura si rinnova ogni anno,
anche noi possiamo sbocciare e rinnovarci se vogliamo.

Via le foglie secche dell’autunno,
sciolto il gelo dell’inverno,
anche noi possiamo fiorire.

Fa paura perché i fiori possono gelare,
possono essere soffiati via dal vento.

Ma le piante non hanno paura,
affrontano la primavera ogni anno con lo stesso coraggio.